Vorrei cancellare questo blog.
Mi dispiace, ero certa di avere qualcosa da dire qui dentro.
Mio figlio è un piccolo ometto meraviglioso, mi coinvolge e ruba quasi tutte le mie attenzioni.
Leggo poco, guardo cartoni animati per lo più, non ho ripreso a lavorare e sento l’urgenza di trovare dove mi sono infilata sotto tutte le coperte di giustificazioni che mi sono data.
Sono qualcuno, aldilà dei ruoli in cui mi muovo tutti i giorni. Sono io.
Ho da sempre questa fissazione per i quaderni nuovi. Sin da bambina, un quaderno nuovo mi spronava a essere migliore, odiavo vedere cancellature, strappi o giorni in cui avevo fatto tutto di fretta e senza cura. I quaderni nuovi però non ci sono nella vita reale. Devi fare i conti con quello che hai già scritto e il difficile è rendere tutto bello nonostante le sbavature nelle pagine precedenti. Forse non serve che sia tutto perfetto. Forse è più bello così.

Un anno d’amore

Un anno fa cucinavo bignè.
In questi giorni metto a letto il piccolo, poi mio marito, e alla fine vado in cucina e lavoro con la pasta di zucchero.
Ho fatto animaletti, mari, capanne e tutto quel che serve. Domani tocca alla mud cake, sabato al taglio e ricopertura, domenica alla festa.
Un giorno prima del gran giorno.
Il primo compleanno.
Ho voluto una festa a tema. Voglio che mio figlio abbia sempre, ogni anno, una festa con un tema diverso. Una festa grande, piena di colori, sorrisi, risate e coriandoli.
Io di feste non ne ho mai avute. E credo che invece farle dia valore ai bambini. Li faccia sentire più sicuri, più forti, più festeggiati.
Perché lui è una piccola persona straordinaria, è intelligente, sensibile, spiritoso. Festeggio il suo compleanno perché è una festa averlo con me dal momento in cui è nato, ed è importante che capisca cosa sento.

La mia vita è cambiata. Io sono cambiata, tanto da farmi tenerezza guardando com’ero un anno fa. Sogni, paure e limiti diversi.

Ti vestirò da leone. Io? Ho pronto un costume da oca. Tutto cambia, alcune cose restano…

Luglio col bene che ti voglio

Non scrivo da tantissimo.
Ho passato un periodo complicato per la mia mamma.
Ora tutto sembra procedere al meglio.
Quest’anno mi stanno mettendo a dura prova. Ma non mollo.
Io sono stanca ma spesso felice.
Felice per mio marito, per mio figlio, per la vita.
Alla prova costume arriverò ancora grassa, con una voglia matta di fumare, le spalle irrobustite dal marsupio che uso nonostante i chili del pupo si inizino a sentire e una voglia infinita di vacanza.

Ah, già, devo aspettare la fine del mese…
… se allora non è in ferie credo che il mio cervello abbia dato le dimissioni…

Solo per puntualizzare

Ho iniziato a andare in palestra oggi. Diventando matta per farcela.
Cerco di mangiare meno.
Restano quasi quindici chili da perdere, spero di farne fuori almeno dieci.

Ma tu, che dopo il parto giri in mezzo ai corridoi dell’ospedale in shorts, non sai cosa vuol dire essere normale una volta?
Sempre tu, ma perché ti fai fotografare in palestra dopo neanche dieci giorni (hanno detto solo a me di non andarci subito, ammonimento tra l’altro inutile in quanto anche se avessi voluto, e non volevo, non avrei trovato il modo di andarci neanche morta?) sempre con pantaloncini inguinali come se niente fosse e con meno cellulite di una dodicenne?

Belen è bella. Io invidiosa.

Con i suoi pantaloni al massimo riuscirei a vestirci mio figlio.

Aprile dolce dormire

La Pasqua con le uova da aprire, il ritorno dai parenti, le prime pappe, i primi capricci, una vacanza inaspettata, il cucciolo che cresce e io che me lo godo come fosse il più grande dei regali, come in realtà è.
La ricerca di un nido che da settembre mi possa dare una mano, i dubbi sul “è giusto oppure sbaglio” o “forse sta meglio a casa, e se poi si ammala?”.
La primavera che sembra essere arrivata da qualche giorno, timidamente, ma che mi fa stare fuori ore con il passeggino o con il marsupio.
Ricevere in regalo degli ingressi per una palestra, sperando prima o poi di poterli usare, che qui il tempo passa e la situazione su pancia e fianchi si aggrava.
Tutto diventa un pochino più facile, le sveglie notturne si diradano e la vita si fa più spensierata.
Amo essere una mamma.
Amo i miei due uomini con gli occhi azzurri.

Nuvole di marzo

Questo marzo è un mese strano.
Ci sto provando a mettere tutte le cose al loro posto, anche se la sensazione è quella di rimanere senza fiato rincorrendo perennemente qualcosa.
Il cucciolo si è preso la bronchiolite, l’ho curato, coccolato, e adesso sta meglio. Stavo quasi per scoraggiarmi, poi lui mi ha sorriso e tutto è passato.
Con l’altro lui, quello grande, non mi sento più persa, anche se con il suo lavoro non lo vedo mai. Esce al risveglio e rientra quando noi siamo già a letto, e non faccio certo presto la sera.
Io la vita la voglio vivere sempre con il sorriso e l’entusiasmo. È che questa pioggia continua interferisce. Le nuvole ovattano i miei pensieri.

Di fusa e senza coda

Mi russi addosso. Sembri un gatto che fa le fusa.
Appena sveglio voglio portati a fare un giro con questo sole tiepido. Io mi comprerò un dolcetto e qualcosa di buono, tu guarderai il mondo dal marsupio.
Mi hanno detto di darti la pappa lattea. Perché anche se oggi amore compi quattro mesi, sei un po’ magrolino. Alto più della media ma magrolino. E allora pappa lattea sia, anche se io credo tu abbia preso la magrezza del tuo papà (e della tua mamma prima di avere te, ma questo è un altro discorso).
Tu sembri non avere intenzione di svegliarti però. Allora ti bacio. E scrivo un post che sembra non avere nè capo nè coda.